RIPARTE IL CLUB DEI LETTORI

Un viaggio tra libri, emozioni e condivisione

Il 17 dicembre 2025 alle ore 14.30 ha ripreso ufficialmente la propria attività il Club dei Lettori del Liceo Scientifico Statale “Rosetti” di San Benedetto del Tronto, un progetto pensato per avvicinare gli studenti al piacere della lettura attraverso il confronto, il dialogo e la libera espressione delle idee. Nel testo la sintesi operata dalla professoressa Valentina Vagnoni, docente referente per il progetto, e dalla studentessa Gioia Ficetola, della classe 1 C.  L’immagine presente nella locandina dell’incontro è stata realizzata dall’alunna Eleonora Giansante (3M). 

Il primo incontro è stato dedicato al libro Achille piè veloce, scelto come omaggio alla scrittura brillante e visionaria di Stefano Benni, autore capace di parlare ai giovani con ironia, profondità e grande sensibilità. La lettura ha offerto numerosi spunti di riflessione, stimolando curiosità, partecipazione e un vivace scambio di opinioni tra gli studenti.

Il commento all’esperienza del primo incontro è stato affidato alla rielaborazione personale dell’alunna Gioia Ficetola della classe 1C, testimone sensibile dell’entusiasmo e del coinvolgimento che hanno caratterizzato questo avvio. Il Club dei Lettori, infatti, si propone come uno spazio aperto e inclusivo, in cui la lettura diventa occasione di crescita personale, condivisione e scoperta di nuovi punti di vista. Un luogo in cui i libri non sono solo oggetti di studio, ma strumenti per raccontarsi e ascoltare gli altri.

“Frequento il primo anno del Liceo scientifico Rosetti, pertanto ritengo importantissimo fare più esperienze possibili, in modo da ambientarmi e superare la timidezza, a causa della quale spesso faccio fatica a parlare con gli altri e a esprimere il mio potenziale. La nostra scuola, in questo senso, offre moltissimi corsi e attività che, oltre ad arricchire il bagaglio culturale, favoriscono la socializzazione e l’incontro di punti di vista differenti, per questo ho scelto, fra le molte proposte, di iscrivermi al Club dei lettori. “Achille piè veloce” di Stefano Benni è stato scelto dalla professoressa per rendere omaggio a un autore divertente e allo stesso tempo profondo e attuale, che, purtroppo, è scomparso lo scorso 9 settembre, ma che ha lasciato una inestimabile eredità nella letteratura contemporanea italiana, oltre a un’inestimabile eredità. Nell’opera si alternano momenti estremamente comici, caratterizzati da linguaggio e basso e colloquiale, e momenti riflessivi, in cui la ricercatezza e l’attenzione alle parole da parte dello scrittore si uniscono alla profondità e alla disarmante attualità dei temi trattati.

La storia di Ulisse, letterato di una casa editrice in fallimento, si intreccia a quella di Achille, un ragazzo torturato da una malformazione, una malattia incurabile, che lo costringe a vivere chiuso in una stanza, su un letto o su una sedia a rotelle, sempre aiutato, sempre schiavo del suo stesso corpo. Quando i due iniziano a conversare si assiste all’incontro, alla conoscenza, fra chi ha tutto e non si accontenta di essere sano, di essere amato, di camminare, di uscire e chi non può arrabbiarsi per i piccoli dolori da niente che affliggono l’uomo, chi brama e allo stesso tempo detesta la vita, quella degli altri, quella che, per il destino o per uno scherzo della natura, non può avere. Ciò che mi ha colpito di questo scritto è la dimostrazione che il più infelice è il più felice e viceversa, che sono gli incatenati i veri liberi, anche se ogni giorno maledicono il loro essere, il loro non poter fare. Il protagonista, nonostante la conoscenza con Achille non sia l’unico fatto importante, cresce solo con questa, anche se non modifica tutti i suoi difetti, che ormai sono parte di lui. Il libro descrive veramente un cambiamento, raccontandone il motivo, le sfaccettature e non mostrandolo come un miracoloso sviluppo caratteriale, che rende il personaggio privo di ombre o criticità. Inoltre, la disabilità è realistica, infatti, paradossalmente, Achille è il più volgare, il più spigliato, il più “normale”, e nasconde, per non essere etichettato con il solito stereotipo, la sua profondità e sensibilità. Attraverso le discussioni, che hanno affrontato temi come l’immigrazione, la visione della fortuna e della sfortuna, il maschilismo e la possessione, mi sono sentita meno a disagio, mi sono sentita parte di un gruppo. A molti come me il libro è piaciuto, grazie principalmente alla varietà e all’equilibrio fra la serietà e la comicità, mentre altri hanno ritenuto lo stile di Benni eccessivamente pesante, ricco di aggettivi, e il personaggio di Ulisse poco equilibrato. Queste diversità hanno portato a importanti scambi, che, almeno credo, hanno fatto riflettere e guardare con occhio più aperto e critico alle proprie affermazioni: ognuno può imparare dagli altri.”

Il Club dei Lettori continuerà il proprio percorso venerdì 30 gennaio alle ore 14:30 in Aula Lettura aprendosi alla discussione su “Accabadora”, il romanzo che ha reso celebre Michela Murgia; un’opportunità preziosa per coltivare l’amore per la lettura e il piacere di stare insieme attraverso le storie.

Professoressa Valentina Vagnoni

Gioia Ficetola 1C