La Fisica che cambierà il mondo

Il professor Lattanzi (UniTrento) incontra gli studenti del Rosetti

 

Avvio di anno sotto il segno della Fisica per le classi quinte del Liceo Scientifico Rosetti che lo scorso 19 settembre hanno incontrato Gianluca Lattanzi, direttore e professore ordinario del Dipartimento di Fisica dell’Università di Trento, nonché docente presso il Centro Interdipartimentale di Scienze Mediche (CISMed).

Nel corso dell'evento, dal titolo "Il futuro è già cominciato: la fisica che cambierà il mondo", il docente, tra riferimenti tecnici e riflessioni di più ampio respiro anche personali, ha guidato il pubblico alla scoperta delle frontiere della ricerca scientifica e delle sue applicazioni future. Scienziato di rilievo internazionale e già vincitore del prestigioso premio Marie Curie, il prof. Lattanzi focalizza le sue ricerche sull'applicazione dei metodi teorico-computazionali della fisica e delle simulazioni di dinamica molecolare a problemi biologici e medici. Autore di numerose pubblicazioni, è membro di prestigiose istituzioni come la Biophysical Society, la Società Italiana di Fisica, la Società Italiana di Biofisica Pura e Applicata e il CICAP, ed è da sempre molto attivo nella divulgazione della cultura scientifica.

Accolto dalla Dirigente Scolastica Elisa Vita, che ha sottolineato l’importanza dell’evento – che dà lustro al Liceo - ai fini più ampiamente formativi dato l’inserimento nelle attività di Orientamento in uscita, il professor Lattanzi è stato accompagnato da Andrea Tiburtini, già studente del Liceo Rosetti, dottorando in Fisica a Trento, di cui il professor Lattanzi è supervisor; a fare da tramite la professoressa Adriana Paoletti, in passato docente di Lettere di Tiburtini.

Il commento sull’incontro nelle parole di Luca Perosa, Matteo Iezzi, Andrei Buttafoco, Alessandro Scartozzi della classe 5E e della loro docente di Lettere, Susanna Ciaralli.

“Un momento decisamente diverso dal solito quello che abbiamo vissuto insieme al Prof. Gianluca Lattanzi dell’Università di Trento. L'obiettivo era mostrare la fisica sotto una luce nuova, lontana dal classico stereotipo della disciplina scolastica o della pura teoria da laboratorio. Durante l'incontro è emerso chiaramente come oggi una laurea in fisica metta a disposizione strumenti utili nei settori più svariati: dalla medicina avanzata all'analisi finanziaria, fino alla progettazione di nuovi materiali e alla salvaguardia dell'ambiente. Un aspetto particolarmente interessante riguarda il lavoro a stretto contatto tra fisici, informatici e sviluppatori. Unire i modelli della fisica alla programmazione permette infatti di creare simulazioni digitali complesse e di analizzare enormi moli di dati (i famosi Big Data), elementi ormai fondamentali per la ricerca moderna. Il Prof. Lattanzi ha poi fatto il punto su dove sta andando la tecnologia. Se da un lato l'evoluzione dei computer e l'esplosione dell'intelligenza artificiale corrono molto più velocemente del previsto, dall'altro ci sono sfide storiche come la fusione nucleare che richiedono ancora parecchio studio e tempo. Le direzioni più promettenti per i prossimi anni rimangono il calcolo quantistico e le soluzioni tecnologiche per la sostenibilità. Una mattinata davvero utile, che ci ha fatto guardare alla fisica con occhi diversi: non più come un insieme di formule astratte, ma come uno strumento concreto per leggere il mondo e immaginare il nostro domani”.

“Sono rimasta molto colpita dall'invito, che il relatore ha rivolto ai ragazzi, a curare sempre la propria umanità, unendo la capacità creatrice degli dei alla sapienza di Salomone, senza mai smettere di essere curiosi. Recentemente in una classe quarta abbiamo letto un articolo intitolato "Perché un ingegnere dovrebbe studiare latino?". Alla luce delle riflessioni ascoltate, ho riletto questo passaggio alla mia quinta: "Ultima ragione: il latino serve al nostro ipotetico ingegnere perché lo renderà più … umano, lo arricchirà di quella cultura, di quella riflessione sul senso della vita e dell’uomo che abbonda negli scrittori latini e che difficilmente un ragazzo di oggi troverà nel suo futuro percorso di studi". Insomma, anche le materie umanistiche come il latino sanno plasmare la mente e il cuore di un bravo scienziato!”.

Scritto dalla prof.ssa Elena Cardola