Questo sito fa uso di cookie, anche di terze parti. Continuando la navigazione se ne accetta l'utilizzo.
Per maggiori informazioni sulle caratteristiche e sulle modalità di disattivazione di tali cookie si veda l'
informativa estesa.

Azione di informazione, comunicazione, sensibilizzazione e pubblicità.
Fondi Strutturali Europei 2014-2020

Donazione degli studenti del Liceo Rosetti alla Caritas diocesana, Amandonico: aiutiamo “chi ne ha più bisogno di noi”

foto di gruppoI ragazzi di quinto superiore del Liceo Scientifico “Benedetto Rosetti” si stanno preparando, come tanti loro coetanei, all’esame di maturità, un esame che a nostro avviso hanno moralmente già superato, essendosi resi protagonisti di un interessante gesto di solidarietà. Infatti hanno devoluto le quote raccolte per la tradizionale gita dei 100 giorni all’esame (che non si è potuta svolgere a causa del coronavirus) alla Caritas Diocesana.

 Alessandro Amandonico, uno dei quattro Rappresentanti di Istituto ci ha parlato di questa iniziativa: «I soldi sono stati raccolti da me e gli altri tre rappresentanti Giandomenico Bergamaschi, Emanuele Mancini e Ilaria Traini a inizio marzo per coprire le spese del pullman che ci avrebbe dovuto portare il 9 Marzo a San Gabriele per festeggiare i 100 giorni all’esame. Poiché a causa del coronavirus è stato annullato tutto, ho pensato, dato che avevo io tutte le quote, di donare quei soldi a chi ne ha più bisogno di noi. A quel punto ho chiesto agli studenti del Liceo Scientifico se per loro sarebbe stata una buona idea, ottenendo la partecipazione di quasi tutti i quinti. A questo punto rimaneva di decidere a quale ente avrebbero preferito devolvere il ricavato e, dai risultati del sondaggio, la maggioranza ha optato per la Caritas di San Benedetto di cui si occupa anche il nostro Professore di Religione don Gianni Croci. Ho contattato sia il Professore che la Presidenza per correttezza, e mi occuperò personalmente della consegna di quanto abbiamo raccolto in settimana».

La scelta degli studenti non è qualcosa di occasionale o estemporaneo. Infatti già da diversi anni il Liceo Scientifico è impegnato in progetti di alternanza scuola/lavoro realizzati in collaborazione con la Caritas, come ci ha spiegato la professoressa Michela Musarra, docente di Religione Cattolica presso il Liceo: «Le classi III A e IV B hanno intrapreso un percorso di respiro triennale sui temi della mafia e del caporalato, realizzando ad esempio lo scorso anno un percorso multisensoriale per la “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”. Anche quest’anno abbiamo trattato i temi della sanzione, dell’errore e della pedagogia dell’errore, visitando poi il Carcere Circondariale di Ascoli Piceno lo scorso 23 gennaio. Per questo evento c’è stata anche una collaborazione con la vostra testata in quanto il direttore Simone Incicco ha preparato ragazzi che hanno realizzato delle interviste durante questa giornata. Altre iniziative erano in cantiere per quest’anno, ma non siamo riusciti a realizzarle a causa della chiusura delle scuole in tutta Italia per l’emergenza coronavirus, ma abbiamo in animo di riproporle in futuro».

Parole di ringraziamento nei confronti dei ragazzi sono state espresse dal direttore della Caritas don Gianni Croci: «Come potete ben immaginare, non è facile per chi svolge un servizio alla Caritas diocesana, a volte giovani poco più grandi di voi – i volontari anziani sono rimasti a casa – ascoltare tutti i giorni le fatiche e le sofferenze della gente, in questo particolare momento di emergenza, non solo sanitaria, ma anche economica ed umana. I tanti gesti di solidarietà, come il vostro, sono motivo per non perdere la speranza di fronte alle tante esigenze anche delle Caritas parrocchiali sparse sul territorio. Grazie per questa testimonianza di spessore che ci permette di guardare al futuro senza paura. Utilizzeremo quanto ci avete donato per acquistare delle schede prepagate in modo che nelle famiglie più in difficoltà non manchi il necessario per vivere. Saremmo contenti, al termine di questo periodo che ci chiede la massima responsabilità a non esporre sé stessi e gli altri al contagio, di avervi con noi per un momento di gioiosa condivisione: non sarà la “festa dei 100 giorni”, ma la festa di chi vive la bellezza della cultura della solidarietà».

Submit to DeliciousSubmit to DiggSubmit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to StumbleuponSubmit to TechnoratiSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn