Questo sito fa uso di cookie, anche di terze parti. Continuando la navigazione se ne accetta l'utilizzo.
Per maggiori informazioni sulle caratteristiche e sulle modalità di disattivazione di tali cookie si veda l'
informativa estesa.

Azione di informazione, comunicazione, sensibilizzazione e pubblicità.
Fondi Strutturali Europei 2014-2020

“Rosenstrasse”: il coraggio delle donne

Locandina film "Rosenstrasse"Pubblichiamo la riflessione che gli studenti della classe IV C hanno voluto mettere per iscritto dopo aver partecipato alla proiezione del film “Rosentrasse”, avvenuta il 27 gennaio, Giornata della Memoria, nell’ambito della rassegna “Cinema e scuola”, promossa dal Comune di San Benedetto del Tronto (in collaborazione con il Liceo classico Leopardi), cui la nostra scuola aderisce per vari appuntamenti.

Rosenstrasse è il nome della strada di Berlino dove, nel 1943, molte donne ariane manifestarono contro il regime nazista per la liberazione dei propri mariti ebrei, stipati in un edificio della zona, in attesa di essere deportatiti nei campi di concentramento. Al centro della vicenda vi sono tre differenti figure femminili: l’aristocratica tedesca Lena Fischer, Ruth, una giovane ebrea di solo otto anni all’epoca dei fatti, e la figlia di quest’ultima, Hanna, integrata nella New York dei giorni nostri che, con caparbietà, cercherà risposte ai tanti silenzi della madre attraverso la testimonianza diretta di Lena; questa, sposata ad un celebre violinista ebreo, si era presa cura della piccola Ruth strappandola ad un destino di morte.

Si tratta di una pellicola che offre spunti di interesse per tutte le età e affronta l’argomento della Shoah e della discriminazione razziale da un insolito punto di vista: quello delle donne e delle mogli ariane. Uscita nel 2003 e diretta dalla regista tedesca Margarethe Von Trotta, l’opera cinematografica riesce a catturare emotivamente il pubblico grazie ad una storia che si dipana secondo piani temporali diversi, musiche adeguate che si sposano perfettamente con le scene, una scenografia accurata e una recitazione potente e convincente (nonostante il doppiaggio italiano lasci un po’ a desiderare).

Il film sottolinea, in primo luogo, la solidarietà ed il coraggio delle donne, temi su cui si basa l’intera vicenda. Attraverso il lungo flashback di una delle protagoniste, Lena, intervallato da scene di quotidianità nella Berlino e nella New York dei nostri giorni, si portano alla luce differenti stili di vita delle epoche analizzate e concezioni diverse, a volte opposte, della paura: la paura di morire in un’epoca flagellata da guerre e ingiustizie e la paura di vivere della contemporaneità. Tutte le tematiche del film sono riassunte in quelli che sono i simboli fondamentali che ricorrono nel corso della narrazione: la candela, a cui non è mai permesso di spegnersi, poiché rappresenta la speranza, e l’anello, oggetto importantissimo, che ha il compito di mantenere viva la memoria di quegli orribili avvenimenti attraverso le generazioni.

Il film gioca sulle emozioni provate dai protagonisti e riesce a trasmettere al pubblico una nuova e particolare chiave di lettura riguardo ciò che è stato e che non dovrà mai ripetersi.

Submit to DeliciousSubmit to DiggSubmit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to StumbleuponSubmit to TechnoratiSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn