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La lezione di Dante per la vita

L’incontro con il professor Cataldi seguito da centinaia di studenti

professor Pietro Cataldi

Anche Dante può aiutare ad orientarsi nella ‘selva oscura’. È quanto lasciato dal professor Pietro Cataldi a studenti e docenti che nella mattinata di martedì 30 marzo hanno avuto il privilegio di accostarsi al Poeta da un’angolatura inattesa e coinvolgente. Cataldi, Rettore dell’Università per Stranieri di Siena dove è anche ordinario di Letteratura italiana contemporanea, è intervenuto a distanza affrontando il tema “Bene/Male” nella Commedia, che ha dato così vita ad un ulteriore momento di riflessione nell’ambito del progetto Virtute e canoscenza. Dante 1321-2021 che il Liceo Rosetti ha programmato per il centenario e la cui registrazione è visibile nel bottone laterale del sito web del liceo dedicato alle celebrazioni.

Bandito ogni accademismo e spazzando via il rischio della retorica di circostanza “con cui è fin troppo facile sommergere Dante in questa occasione” – ha sottolineato Cataldi – l’evento ha assunto subito i connotati di un invito a cogliere nell’opera simbolo del Medioevo stimoli vivi, capaci di scuotere tutti, a partire dai più giovani. Quattro i punti focalizzati da Cataldi. Il primo, la facilità con cui “un punto di Male, una singola scelta o un atteggiamento sbagliato può rovinare la vita – è il caso di Francesca o Farinata”. Il secondo, il compiacimento con cui si osserva il Male o la volontà di sperimentarlo a tutti i costi direttamente - “Dante nel suo viaggio conosce il Male, a volte ne è coinvolto e Virgilio lo rimprovera per questo: ma lo sguardo di Medusa non si può guardare fisso. I media ci offrono in quantità immagini di Male: è più difficile cercare di conoscere le radici del Male, magari per tentare di risolverlo, che farne esperienza”. Di fronte a ciò, terzo elemento, Dante “non ci prospetta la soluzione di una salvezza scritta nel destino o che arriva dall’alto, ma quella che deriva dal libero arbitrio; dalle situazioni difficili ci si salva da soli, non saranno gli altri a farlo per noi”. Da qui, infine, l’idea che il Bene non sia affatto ‘esclusivo’, “un aggettivo di cui la pubblicità fa purtroppo ampio uso, a rimarcare l’idea che caratterizza l’uomo: quell’invidia che Dante, fin dai primi versi del poema indica come causa di divisioni e sciagure”.

Un messaggio d’impatto che ha generato, pur virtualmente, un “applauso caloroso” ha commentato la Dirigente Scolastica, Stefania Marini, presente all’incontro che ha visto tra i collegati in chat diretta con Cataldi anche la coordinatrice del Dipartimento di lettere, professoressa Anna Amelia Breccia, e quattro studenti, Andrea Ciarrocchi, Martina Mazza, Andrea Rossi (4C) e Sara Amabili (4D), in rappresentanza degli alunni del triennio e dei docenti del Rosetti, che hanno seguito da remoto unitamente a studenti ed insegnanti del Liceo Medi di Senigallia, cui il Rosetti ha aperto l’iniziativa. Ai ragazzi il compito di intavolare un momento di dialogo che si è chiuso con un ringraziamento unanime al professore per la chiarezza e la profondità dell’intervento, ed a tutti coloro che hanno collaborato per la riuscita dell’incontro, docenti, studenti, personale Ata.

L’evento della mattina ha fatto da preludio a quello del pomeriggio, di livello nazionale, promosso unitariamente dalla casa editrice Palumbo e dal Liceo Rosetti: oltre 500 i docenti che hanno seguito da tutta Italia la lezione del professore Cataldi su “Dante e il Novecento”; un taglio diverso, più tecnico, ma sempre efficace per un appuntamento di alto livello che ha visto nel parterre della chat, avviata da Palermo, la Dirigente Marini insieme a Mauro Palumbo, direttore generale della casa editrice e Michele Badagliacca, direttore commerciale.

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